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Caro Ernesto Galli della Loggia: la scuola cambia se eleva, non se si eleva.

-di FRANCESCA VIAN-

Caro Ernesto Galli della Loggia, immagino che la Sua lettera al nuovo Ministro della Pubblica Istruzione abbia fatto sorridere molti, ma sarà dispiaciuta a chiunque abbia a cuore un reale ‘cambiamento’ della Scuola. 

Tutti i punti da Lei indicati sono irrilevanti per un qualsivoglia ‘cambiamento’ degno di questo nome, e non farebbero che mantenere lo status quo. Sono del tutto marginali oppure già in essere.

Nessuno di questi dieci punti ha proposto un reale valore aggiunto alla Scuola. Nessuno di questi punti dice come si vuole cambiare e in quale direzione. Nessuno di questi dieci punti investe in misura apprezzabile sugli studenti, che sono il soggetto interessato dal cambiamento. Nessuno di questi dieci punti rispetta un sistema complesso e in movimento, votato alla formazione culturale e umana di persone in crescita, né rispetta le molte persone che combattono ogni giorno per cambiare la scuola.

Lei ha un po’ banalizzato la scuola, caro professore. Ho studiato per intero un suo libro, e so che Lei non è certo un uomo che banalizza. Ma forse, per parlare di scuola, bisogna avere in mente un reale ‘cambiamento’. Da addetta ai lavori, Le garantisco che negli ultimi decenni sono stati agiti cambiamenti importanti, anche da parte della legislazione scolastica, che ha progredito nella direzione di far avanzare tutti gli studenti. Bisognerebbe cominciare intanto a interiorizzare lo spirito di questa legislazione, che non è ancora entrato nelle coscienze. E già si produrrebbe un cambiamento. E poi bisogna andare avanti verso il fine, che è quello ‘di elevare la condizione umana di ciascun uomo sulla terra’ (Pietro Nenni, 1926), e di ‘liberare la società umana di tutte le forme di alienazione e di oppressione’ (Pietro Nenni, Mondoperaio; cito una fonte a cui Lei ha avuto il merito di contribuire).

Elevare non equivale a elevarsi, salendo sulla pedana. 

Lei che conosce così bene la Storia, sono sicura che può proporre cambiamenti più sostanziali, che mirino ad elevare realmente la condizione umana. Affettuosi saluti.

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