RACCONTI DISUMANI – recensione teatrale

-di RITA BORELLI-

 

Tra le dense nebbie della vita, tra l’assurdo e l’incomprensibile, Franz Kafka racconta le sue storie. In un labirinto di parole, vengono descritti i destini di personaggi che ondeggiano tra l’uomo e l’animalesco, in un viaggio della psiche dove la ricerca del sé si intreccia con la fuga dalla realtà.

È questo viaggio che viene affrontato nello spettacolo Racconti disumani, in scena al Teatro Quirino Vittorio Gassman dal 30 Gennaio al 4 Febbraio, con un bravissimo Giorgio Pasotti e una altrettanto ispirata regia di Alessandro Gassman, su adattamento dei testi di Emanuele Maria Basso.

Nello spettacolo vengono esaminate due opere di Kafka, cercando di metterne in relazione i loro parallelismi: Relazione per un’accademia e La Tana.

Franz Kafka affermava: “Io vivo fra due mondi, è per questo che nella vita le cose mi restano un pochino difficili”

Questi racconti parlano di una condizione alienante ed oppressa. In Relazione per un’accademia si racconta la storia di un uomo-scimmia che, dopo essere stato catturato in Africa, decide di apprendere il comportamento umano per integrarsi nella società. Questo racconto presenta una riflessione critica sulla natura umana, esaminando la trasformazione e la dissonanza con il vecchio animale del passato e descrivendone il processo di adattamento a norme umane, evidenziando il conflitto che sussiste tra l’istinto animale e le convenzioni sociali. La scimmia che cerca di diventare uomo: una riflessione in forma di racconto affinché sia riconosciuta la sua identità di “quasi essere umano”. Tuttavia, una volta raggiunto l’obiettivo, resta l’insoddisfazione di sentirsi sempre e comunque un uomo a metà e, soprattutto, metà il vecchio animale.

Ne La tana si narra invece la storia di un uomo che spontaneamente decide di vivere sottoterra come un animale, ed è ossessionato dalla costruzione ed espansione del proprio rifugio. In questo racconto Kafka esplora il tema dell’isolamento e dell’ossessione, del doversi difendere da un nemico immaginario che è fuori nel mondo esterno e che vorrebbe entrare. La narrazione si svolge essenzialmente nella mente del protagonista, il quale sviluppa una crescente paranoia riguardo la minaccia esterna e la stabilità del suo nascondiglio, indispensabile per sfuggire a un mondo che considera ostile.

L’idea di una regia brillante di Racconti disumani è stata quella di mettere in relazione il tessuto simbolico della narrazione, mostrandoci una metamorfosi inversa. Quella di un animale che insegue il sottile confine dell’umanità, alla fine riuscendo ad emulare gli atteggiamenti e le consuetudini degli uomini; parallelamente, quella di un individuo che rinuncia alla complessità dei comportamenti umani abbracciando l’essenza primitiva di un animale. In questo gioco di specchi potremmo individuare quanto complicate siano le relazioni esistenti tra natura e cultura umana, e come sia esile e fragile il confine che separa l’uomo dall’istinto animale. Kafka, utilizzando situazioni surreali e simboliche, ci mostra come i protagonisti siano entrambi alle prese con un ambiente a loro ostile, e come cerchino di sopravvivere alle sfide loro imposte per restare a galla in un mondo che sembra sempre più distante e incomprensibile.

L’interpretazione di Giorgio Pasotti in questo spettacolo è stata un sublime saggio di maestria attoriale. L’attore, con una recitazione perfetta, è riuscito a dipingere un ritratto emotivo di ognuno dei personaggi interpretati in modo raffinato, in cui ogni sfumatura emozionale è stata tratteggiata con precisione, dalla intonazione vocale a quella del corpo. È riuscito a trasformare il palco in un teatro della mente.

Allo stesso tempo, l’idea registica di Alessandro Gassman si rivela come un’opera intrecciata con maestria di elementi scenici che hanno creato una simbiosi perfetta di emozioni e significati, realizzando uno spettacolo veramente bellissimo. Bella anche la scenografia, curata sempre da Gassman, che seppure minimale ben si adatta alle opere messe in scena.

 

TEATRO QUIRINO VITTORIO GASSMAN

30 Gennaio – 4 Febbraio

Teatro Stabile d’Abruzzo
in coproduzione con Stefano Francioni Produzioni
presenta

GIORGIO PASOTTI

RACCONTI DISUMANI

da Franz Kafka
adattamento Emanuele Maria Basso
musiche Pivio e Aldo De Scalzi
scene Alessandro Gassmann
costumi Mariano Tufano
light designer Marco Palmieri
videografie Marco Schiavoni
aiuto regia Gaia Benassi
sound designer Massimiliano Tettoni
trucco Serena De Pascali

musicisti
Aldo De Scalzi synth, chitarra acustica
Pivio synth, percussioni
Luca Cresta piano, fisarmonica,
Claudio Pacini synth, percussioni cromatiche
Edmondo Romano clarinetto
Daniele Guerci violino, viola
Arianna Menesini violoncello
Dado Sezzi percussioni

uno spettacolo di ALESSANDRO GASSMAN

 

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